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Mostre in Sicilia

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La mostra Futurismo in Sicilia, presentata al pubblico presso la Chiesa del Carmine di Taormina, mette in luce gli intriganti rapporti che legarono il Futurismo siciliano, pur caratterizzato da una sua cifra inconfondibile di solarità e cromatismi mediterranei, alle altre espressioni del futurismo nazionale, rivelandone ancor di più l’originalità e il significato portante nella modernizzazione dei processi culturali della Sicilia e dell’Italia negli anni tra le due guerre. Un importante evento che, sulla scia delle grandi mostre del passato, ricrea i percorsi comuni, le reciproche incidenze, le specificità delle singole personalità e le varie direzioni del movimento stesso, affiancando alle più riconosciute prove degli artisti siciliani, Pippo Rizzo, Vittorio Corona, Giulio D’Anna e Giovanni Varvaro (dei quali sono esposti anche diversi dipinti di recente scoperta), le opere di alcuni maestri di fama internazionale tra cui Balla, Boccioni, Depero, Dottori, Benedetta Marinetti, Prampolini, Tato ed altri, che in Sicilia operarono partecipando sia alle esposizioni storiche, sia alle coraggiose iniziative del movimento futurista siciliano.
www.taormina-arte.com/futurismo
 
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Donazione Gianbecchina. Opere 1935 - 1995

 

Il giorno del raccolto 1990

Istituzione Gianbecchina

Gianbecchina, al secolo Giovanni Becchina, nasce a Sambuca di Sicilia il 12 agosto del 1909, da Audenzio e da Calogera Guzzardo. Fin da piccolo evidenzia una spiccata inclinazione per il disegno, così si iscrive all'Accademia di Belle Arti iniziando la sua straordinaria e proficua carriera artistica. Il padre era calzolaio. La madre casalinga. I suoi genitori partono per l'America e Giovanni, di appena 3 anni, resta affidato alle cure degli zii Michele Guzzardo e Marantonia Ferrara che curano la prima educazione del nipote e poi tentano di avviarlo alla professione di perito agronomo, che, in un centro agricolo come Sambuca, sembrava allora l'attività più qualificante. Gianbecchina racconta nelle sue tele, la Sicilia del Novecento con i colori della solarità mediterranea più pura, sapendo cogliere l'autenticità dell'animo siciliano nella sua complessità spesso contraddittoria. I suoi colori forti, testimoniano più dolori che gioie, più lacrime che fatica ma, soprattutto il coraggio della gente siciliana, legata alla terra, sempre pronta a rimboccarsi le maniche, e a tirare avanti in barba ad ogni contrarietà.

A Palermo il museo d'arte e archeologia "Ignazio Mormino"

Giuseppe Sciuti, Ritratto della nuora Antonio Leto, Bambino con fichidindia Michele Cortegiani, Grecale, 1888 Anonimo, Eruzione vulcanica, gouache, 1840 Anonimo, Monte Etna, acquatinta colorata a mano, 1832
Avvicinare il pubblico alle sue collezioni, proporsi come istituzione protagonista della vita culturale della città rinnovando la propria immagine e promuovendo un'ampia serie di iniziative e attività didattiche ed espositive di alto livello: a questo mira la Fondazione Banco di Sicilia di Palermo, con la nuova veste espositiva e con il ricco calendario di manifestazioni che ruotano attorno al Museo d'Arte e Archeologia Ignazio Mormino, di sua proprietà. Preziose, e spesso uniche, le sue collezioni, valorizzate da un nuovo allestimento, che spaziano dall'archeologia - con una pregevole varietà di ceramiche indigene, attiche e corinzie - alle maioliche, dalle stampe e disegni alla numismatica (monete siciliane dal Medioevo all'età moderna) e alla filatelia. La quadreria contiene le opere più rappresentative dei maggiori autori dell'Ottocento siciliano (Lojacono, Sciuti, Ettore De Maria Bergler, uno dei protagonisti della pittura liberty palermitana, autore dei celebri affreschi floreali di Villa Igea) ed estende il suo sguardo verso la pittura del primo novecento con le collezioni dedicate ai pittori Pippo Rizzo e Michele Dixit. La memoria della Sicilia, dunque, e il suo patrimonio artistico, dall'archeologia al paesaggio e alla veduta settecentesca delle stampe, in atmosfera da grand tour, dal Regno delle Due Sicilie evocato in francobolli e monete alle maioliche da farmacia quattrocentesche, vengono rivissute e rese attuali nelle sale di Villa Zito, che sorge lungo l'elegante asse di via della Libertà, il boulevard palermitano. Proprio a partire dalle collezioni del Museo nasce il ciclo "Didascalie", con due serie di incontri - percorsi guidati e approfondimenti tematici - che si svolgeranno da marzo a giugno, il sabato mattina ("Sabato al museo, percorsi guidati") e in alcuni pomeriggi ("Incontri al Museo. Approfondimenti tematici"). Sviluppati intensi contatti con le scuole della città, che hanno inserito il sito della Fondazione, che si propone con una nuova immagine, nel loro sistema intranet.

Tratto da Art Napoli http://www.artnapoli.it

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