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Sentirsi strano, perchè
in notte come queste
ti guardi attorno,
e anzichè stare davanti al videopoker
ti metti a scattare foto.
Sentirsi anomalo perchè anzichè scendere
a ballare in affollati centri costieri-lo faccio, di tanto in tanto,
ma non è una religione-rimango in paese a
sentire l'aria umida che ti salta addosso
come una bestia inferocita,
e l'odore dei camini bello come
il profumo di una donna che non hai visto.

Sentirsi particolare perchè cerchi di vivere e non di lasciarti vivere,
assaporando albe e tramonti con la gioia di chi li vede per la
prima volta.
E solitario percorro vicoli di pietra che ho percorso già tante volte, con
la Chiesa sullo sfondo.

Sentirsi solo perchè sali in cima a belvederi solitari, assaporando il gusto
di panchine vuote, sentendo il rumore
del silenzio, illuminato dal giallo di un lampione, toccando le lucine sullo
sfondo.

Sentirsi speciale perchè le macchine ti sembrano astronavi, in notti come
queste.

Guardo le stesse cose ogni volta con l'occhio diverso, di chi lascia città
frastornanti per
perdersi nel mare dei pensieri che fluttuano selvaggi.

Fermarsi idavanti a un bar a bere gocce di rugiada, inebriandoti di notti di
plastica, in un silenzio che rimbomba nella mente.

Sentirsi uomo perchè invochi la natura di ripetere ogni giorno il suo
miracolo, quando il sole, che si mescola con la nebbia di un paesino
qualunque di Sicilia, si tuffa nel Tirreno, e nuota fino al nuovo giorno.
Un altro tramonto, ti prego.

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