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Sarò monotono,
ma quando ti penso mi vengono i brividi.
Il tuo cuore generoso e ospitale
è un balsamo per l'anima.
Grazie a te, i segreti
della vita sono disvelati.

Sarò pregiudizievole,
quando dico che nessuna altra cosa al
mondo è più bella.
Sdraiata su terre dolci eppure imperve,
sei dolce, aggraziata.
Il tuo profumo
sa di acqua di mare,
di terriccio bagnato, di camini
che svettano solitari.
Il suono della tua voce sa di campane
festanti, di uccelli che cinguettano in mattine stanche al loro nascere
eppure tremendamente vive, di vento ora calmo
ora impetuoso e ululante.

Sarò innamorato, tesoro mio,
quando dico che i colori del tuo volto hanno il sapore
di margherite bianche e splendenti come un pomeriggio
di primavera,
di azzurro, come il cielo quando ti svegli d'estate,
di marrone, come la tua pelle d'autunno,
di bianco, quando la neve copre i tuoi capelli
che sanno di pini e abeti, in quei giorni di Gennaio
in cui d'improvviso la neve turbina e svolazza incessante.

Sarò prevenuto, amore mio, quando affermo
che il gusto della tua bocca è come quello di granite al limone,
di biscotti appena fatti, di vino che saporito scende giù,
rilassandoti e inebriando notti di solitaria compagnia di se stessi.

Sarò folle, stella mia,
quando asserisco che quando tocco la tua pelle mi sembra
di toccare il velluto,
come quei prati su cui io e te tante volte ci sdraiammo,
ebbri di vitale euforia.
E la notte cala sulle nostre paure, sul nostro futuro,
su un malinconico tramonto,
in attesa di un'altra aurora.
Sempre tu, Mirto,
mi dai il bacio della buonanotte.*

*Scritta a Mirto nel Luglio 2001
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