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SUNRISE |
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A cura di : Antonino Alfio Gatto
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Agosto 2006.
E' mattina. La luce fioca dell'alba penetra dalle fessure della
finestra. Mi alzo, lentamente. Apro la finestra, assonnato. La
giornata è bella, ma velata da qualche nuvola. Il maestrale
soffia debole, mentre l'alba ha già preso il sopravvento.
Scendo al piano di sotto, e l'odore del mio amato caffè inonda,
col suo profumo, tutta la casa. Ne bevo un pò, e lo sorseggio
lentamente, perchè so che questa è una giornata da vivere. Salgo
in terrazza, per vedere com'è il tempo. Le Eolie accolgono il
mio arrivo. Da qui si domina Mirto, la valle, i monti, le Isole
che in queste giornate sembrano così vicine.
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Saluto mia madre, ed esco. L'aria fresca è piacevole, il sole
non ancora alto all'orizzonte. Ho appuntamento coi miei amici
bresciani, che vengono in vacanza qui, in piazza. Con in bocca
il sapore del caffè, tiro fuori dal marsupio una sigaretta, e la
accendo.
Scendendo in paese sento l'odore del cibo che le signore anziane
preparano già da adesso. Guardo il cielo, a tratti grigio. Le
nuvole si appollaiano sui monti, soffici. Le luci iniziano a
essere quelle del mattino, più intense di prima eppure ancora
piuttosto deboli.Gli uccellini eseguono ritmicamente il loro
canto, quasi avessero uno spartito davanti, all'unisono. Si
appoggiano sulle palme, e guardano dall'alto i passanti. Questa
sigaretta, dopo il caffè, ci voleva proprio. Cerco il cellulare,
ma non lo trovo. Eccolo, ma mentre provo a chiamarli mi vibra
nelle mani. Mi chiamano prima loro. Si dice che al Nord siano
freddi, sarà anche vero ma con questi ragazzi-come con quelli di
Lodi-mi sto trovando bene, o "strabene"come dicono loro.
Ritardano un pò.
Vado nel belvedere dietro la piazza. Mi appoggio sul muretto,
pietroso e già caldo. Arrivano con la loro panda mezza scassata.
"Ciao vecio, saliamo sui Nebrodi allora? Questa giornata è bella
fès!!!": Provo a decifrare: questa giornata è molto bella. Mai
si sarebbero aspettati di venire in vacanza in Sicilia e vedere
anche qui le montagne, avere fresco sulla pelle. Ma non siamo
nella Sicilia di Montalbano, nè in quella di Sciascia.
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L'auto si lascia alle spalle Mirto. Ci inerpichiamo sui Nebrodi,
e arriviamo in un batter d'occhio a Longi. Ho ancora in mente le
immagini di Longi innevata mandatemi da un amico: non era molta
la neve, ma avrei voluto esserci, non ho mai avuto la fortuna di
venir qui nei momenti giusti.
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L'auto sale, sale. Gli ulivi, le palme qui sono sostituiti dagli
abeti, che si fanno via via più fitti. Il verde si confonde col
marrone delle Rocche del Crasto, imponenti, maestose, incombenti
sull'abitato di Longi che ci lasciamo alle spalle. Abbasso il
finestrino: l'aria è frizzante, e il vento si fa più forte.
L'odore dei boschi entra dentro l'abitacolo, e riempie i
polmoni.
Il cuoio liscio del sedile è mezzo strappato, ma questa
macchinina mi piace ugualmente. Scendiamo a Portella Gazzana, e
bevo un altro caffè, meno buono del precedente. C'è silenzio, di
tanto in tanto il belare di qualche capretta ci riporta a
un'atmosfera agreste, bucolica, che a Mirto non posso assaporare
perchè troppo vicino al mare.
"Guarda Nino!Sembran le Prealpi!", dice uno di loro. Rido della
loro ingenuità: avevano pensato di stare nel deserto e invece si
trovano tra monti scoscesi, cascate, rupi e freddo sferzante.
Scherziamo, faccio un pò di imitazioni, suono un pò e si canta
tutti assieme. Nel primo pomeriggio vogliamo essere a mare,
vicinissimo a qui, quindi decidiamo di tornre. Ecco di nuovo, al
ritorno, Longi nella sua veste estiva, sempre bello, coi suoi
campanili normanni a svettare.
Torniamo a Mirto. Come diceva Oscar Wilde, "right or wrong my
country": nel bene e nel male questo è il mio paese. Ti può far
star male l'atteggiamento di qualcuno, la mentalità, ma sempre
lì torno.
Alle origini.
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