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SOLITUDINARIO |
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A cura di : Antonino Alfio Gatto
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Apro la finestra.
Messina si sveglia col cielo parzialmente nuvoloso, e le nubi
si alternano al sole ormai forte della primavera. L'aria è tersa,
limpida, l'Aspromonte innevato si tocca con le mani. Il mare,
mosso, è di un blu da venir voglia di tuffarsi dentro.
Nell'aria l'odore del mare, a indicare che i venti sono
ancora meridionali.
Mi sveglio con un bel caffè caldo, il cui sapore mi piace
pensare dia un tocco diverso a quella che si preannuncia
una giornata comunque monotona.
Il rumore delle auto si mischia col canto degli uccellini,
mentre poso la tazzina, ancora bollente.
Accendo il computer.
Solitudinario.
Ecco, per coniare un neologismo(ma forse è stato già coniato),
come mi sento la mattina di oggi.
Nevica nelle Marche, nevica in Toscana, nevica in Sardegna,
nevica in Lazio, in Campania persino a Cava dei Tirreni,
in Calabria.
E soprattutto nevica in Sicilia, non solo quella occidentale
come pensavo. Nevica ovunque tranne che in riva allo Stretto.
Nevica alle porte di Palermo, nevica in tutto l'entroterra,
nevica a Longi, poco sopra Mirto
(fatto, questo, inaspettato: come al solito quando
nevica lì non ci sono mai, anche se sospetto che Mirto, a causa
dell'altitudine modesta, non abbia ricevuto apporti degni di nota).
Gragnolate interessano la città di Catania e altre zone della Sicilia
orientale.
Sembra la replica dell'incubo del 2005: fenomeni ovunque
tranne che da me.
Mi lavo e mi vesto con la tristezza nel cuore.
Decido, in un attimo di follia, di fotografarmi: non si sa mai
domani dovessi avere una faccia ancor più perplessa
di quella di oggi, escluso da ogni
meteo-soddisfazione.
La mattinata trascorre all'insegna dello studio, e di tanto
in tanto guardo il cielo, azzurrissimo.
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E' pomeriggio, e inizia a piovigginare.
Decido di uscire, solitudinario, e fotografare la Messina esclusa da
tutto, catapultata nella primavera senza via di scampo
(e c'è da dire che io adoro la primavera, ma questa è un'ingiustizia). Come
al solito dimentico di sistemare la data:
ma da uno come me che andava a lezione di chitarra
senza chitarra(per fortuna ho imparato a suonarla lo stesso), che in Chiesa
leggeva il Vangelo al posto della prima lettura
e al bar consegna scontrini di due anni prima mi
aspetto questo e altro. Ho la testa fra le nuvole che non ci sono.
Percorro il Corso Cavour, intasato di auto come
sempre: l'aria è freshetta, per fortuna la luminosità è splendida,
favorita dall'aria tersa.
Proseguo: la città mi sembra elegante, quasi aristocratica,
sensazione favorita dalla purezza irreale dell'atmosfera,
stuprata di tanto in tanto dai gas di scarico.
Il sole che fra un pò tramonterà crea giochi di luce particolari,
mentre a un tratto appare il Campanile, maestoso.
Sono a Piazza Duomo, e osservo la gente intabarrata nei
cappotti. Non fa poi così freddo: sapessero quanto
ne fa in altre zone dell'isola. Il Duomo riluce al sole, quasi facesse
da prisma ai suoi raggi.
Per caso incontro Eugenio, anch'egli meteoappassionato che però frequenta
poco i forum. Decide di accompagnarmi
in questa passeggiata, a fotografare angoli suggestivi.
Alcune persone pescano, mentre sull'Aspromonte
intravedo virghe nevose. Qui, in riva allo Stretto, il tempo è bellissimo, e
il mare sembra essersi calmato.
Incontro a sopresa Peppe Caridi: parliamo dell'eventualità che il vento giri
a Nord-Ovest. Io ci spero, e proseguo il cammino.
Altro incontro a sopresa: rivedo dopo anni una mia amica, bella, aggraziata
e al contempo stravagante.
Assomiglia a Carla Bruni. Il tempo di riprendermi
dallo shock, e continuo a passeggiare, mentre il sole sta per salutare
Messina.
Il cielo è sempre sgombro da nubi, anche se sul Tirreno intravedo altre
virghe.
Torno a casa, e fotografo ciò che mi capita di notare, ormai sempre le
stesse cose visto che il mio tragitto è quasi sempre uguale.
Arrivo in Via Primo Settembre, e il Duomo si staglia all'orizzonte.
Termino il mio reportage dietro il Duomo.
Peccato, mi sarebbe piaciuta la dama sui monti attorno a Messina.
Forse la vedrò domani, dopodomani.
Altrimenti, appuntamento al prossimo anno.
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