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CE NE RICORDEREMO DI QUESTO PIANETA

   

A cura di : Antonino Alfio Gatto

 

Nebrodi.

Schiere di monti ora tondeggianti ora appuntiti,
ora lussureggianti, ora aspri.
Paesini abbarbicati su rocce impossibili da percorrere,
luoghi fatati in cui il tempo stringe solo
per chi non vuol fermarsi a pensare.

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Nebrodi.

Crinali bianchi di neve che maestosi guardano l'Etna che fuma e sbuffa e ruggisce e geme
vapori e lapilli.
Cime tempestose, venti di incenso che percorrono
schiere di case allungate,
occhi imbronciati di vecchie affannate,
visi di giovani donne,
volti di uomini che rudi tornano dal lavoro con la legna in mano.

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Nebrodi.

Laghi ghiacciati, tappeti bianchi su specchi d'acqua
puri e limpidi come la natura primigenia.
Odore di legna che si diffonde,
camini che sputano fumo, cielo nero pece in
notti in cui dormi di sasso, infreddolito di pace e silenzio.
Suoni di stormi di uccelli, gusto di carne e vino, neve candida e soffice che si
posa su mantelli reali e immaginari.

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Nebrodi.

Boschi d'abeti, quiete rossastra in attesa di un altro tramonto,
come a volersi ubriacare d'immenso.
Paesi sperduti, lontani da civiltą incomprensibili,
dalla fretta di chi si lascia vivere dal tempo.

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Nebrodi.

Rocce alpine, rocche imponenti a strapiombo su
abitazioni insolite,
soffio di libeccio e sferzante tramontana uniti
in un andirivieni ora limaccioso ora stupendo.

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Nebrodi.

Anafora danzante sotto un tetto di stelle e coriandoli.
Sole che batte e ruggisce e consuma e strepita e fa alzare brezze.
Un caldo gelido respiro su ombre e luci fantastiche.

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Nebrodi.

Campanili svettanti, campane
che scandiscono ore sempre uguali,
conifere che diventano querce e faggi e poi
ulivi, e poi palme, e poi cactus,
in un'armonia stonata che č eco di nostalgia.
Ossimori scenici, in valli che si susseguono
e si inseguono.
Questo il leit-motiv di posti diversissimi e
pure uguali, trade d'union tra passato e futuro,
tra fantasia e realtą.
Torrenti e fiumi che scendono
da picchi di inchiostro,
e ti vien voglia
di assaporare l'armonia del tutto.
Come disse Sciascia:
"Ce ne ricorderemo, di questo pianeta".




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