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GRANDINE |
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A cura di : Antonino Alfio Gatto
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Sono le otto meno un quarto.
Mi sveglia l'odore del caffè. Mi giro e mi rigiro nel letto, toccando il
morbido cuscino. Ma un rumore cattura la mia attenzione: tic-toc-tic-toc, un
rumore che viene dalla tettoia del giardino.
Mi affretto precipitosamente alla finestra, e di fronte a me si apre uno
spettacolo. Prendo di corsa la macchina fotografica. Nel contempo mia madre,
pensando che stia dormendo, si affretta a chiamarmi, conoscendo la mia "meteofollia"(come
la chiama lei):
Grandina, grandina forte. Apro la finestra, con gli ochhi ancora socchiusi.
L'aria è decisamente fresca, il vento soffia forte, l'odore di pioggia è
intenso, ma c'è un dettaglio in più: è tutto bianco. Non è il 5 febbraio
2003, ma me lo ricorda tanto, se non altro per i colori. Il cielo grigio, il
bianco sulle auto, la scia delle auto sulla strada che comincia a
delinearsi, tutto mi rimanda a quel giorno, anche se purtroppo l'inverno è
stato tutt'altro che freddo.
Sono di una gioia incontenibile. Salgo al piano di sopra, mentre mangio uno
yogurt gustosissimo, oggi ancora più buono. Mio padre mi chiede: "Cos'è?
Grandine o..." "Papà, non so se sia gragnola....in quota fa un pò freddo ma
non saprei...". Francamente non mi interessa, in un inverno di questi quello
che ammiro dai vetri umidi di casa mia è uno spettacolo inaspettato ed
emozionante, come un film a lieto fine.
La grandine continua a cadere, fitta, assieme alla pioggia; a un certo punto
è solo grandine, che si posa su tutto, in modo uniforme. C'è un termine
siciliano che sintetizza questa uniformità: la grandine cade "para para",
mista a pioggia, poi solo grandine, poi di nuovo pioggia
I tetti sono bianchi e il mio cortile ormai è un letto di "petali"bianchi.
Il cortile in cui questa scena si era vista molti anni fa mi piace pensare
che ne sentisse quasi la mancanza, ed eccolo ancontentato.
Come nel 2003, la striscia delle auto si è delineata. Stento a crederci. Il
suono della grandine mi ricorda una poesia di Palazzeschi.
Scendo in giardino. Incredibile: anche sotto la tettoia è arrivata la
grandine, invadente, rumorosa, irruente
Il marciapiede è pieno di chicchi che rimangono al suolo, malgrado il
fenomeno si stia esaurendo
La strada è ormai bianca del tutto, le auto rallentano, mi sembra di
rivivere il 2003 in un solo quarto d'ora. Ci voleva proprio uno spettacolo
così.
Metto il naso fuori dalla finestra, mi accoglie una pioggia fitta mista
ancora a qualche chicco rumoroso, ma non importa: è un momento da vivere.
Finisce il fenomeno. In un inverno in cui non abbiamo mai avuto massime
sotto i 12 gradi, in cui la pioggia è arrivata a febbraio, in cui le
irruzioni fredde sono state due e stentate(una a Gennaio e una a inizio
Febbraio, anche se quella di Novembre lasciava presagire ben altro), in cui
i fiori sono sbocciati prestissimo, in cui i colori sono stati tutt'altro
che invernali, così come i suoni, gli odori, le sensazioni, ecco che arriva
una tardiva ricompensa. L'inverno non si è salvato in corner, ma almeno
nell'ultimo quarto d'ora di gioco ha mostrato i muscoli. Non è andato in
rete, ma è stata una partita iniziata col piede sbagliato, con gli avversari
in netta superiorità.
La grandine ha ricoperto di bianco tutte le delusioni, tutte le amarezze,
tutte le lamentele: a me va bene così.
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