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Il
centro di Caltanissetta è
costituito dalla piazza
Garibaldi su cui prospetta
il Duomo, edificato tra il XVI e
il XVII secolo; nel
successivo subì
rifacimenti che
riconfigurarono la
facciata,la zona delle
absidi, il transetto e
la cupola. L'interno, a
croce latina, ha tre
navate marcatamente
longitudinali e cupola
all'incrocio dei bracci;
la navata centrale e
ornata da stucchi; la
volta fu affrescata da
Gugliemo Borremans nel
1720; nella parte
anteriore, gli affreschi
sono stati rifatti per
riparare ai danni subiti
dalla chiesa nella
seconda guerra mondiale.
Sempre nella navata
centrale, si trova un
bell'organo
settecentesco e,
sull'altare maggiore,
una pregevole pala del
Borremans citato. "Nissa", come narra Tucidide, nel 427 U.C.. era una piccola
città della Sicilia presidiata dai Siracusani. Divenuta colonia romana nel 123 a.C,
dopo essere stata annessa all'impero d'Oriente, sotto Costammo, fu chiamata
Kastra-Nissa dai Saraceni che la conquistarono. La città si sviluppò intorno al
castello saraceno di Pietrarossa ma nel 1086 fu conquistata dal Conte Ruggero
dei Normanni. Con Ruggero venne riorganizzato il territorio e portato sotto la
giurisdizione della Chiesa latina. Dominata dagli Svevi, dagli Angioini e dagli
Aragonesi, divenne Contea durante il regno di Pietro I d'Aragona nel 1282. Dal
XV secolo fino al '600, la contea che era passata alla famiglia Moncada di
Paterno, si espanse moltissimo dando vita a nuovi quartieri e strade. Ai
Castigliani Moncada successero Carlo V d'Austria e nel 1700 i Borboni.
In seguito, la città attraversò un periodo di decadenza che durò fino quando nel
1818 venne elevata a capoluogo e nel 1844 a diocesi. Tutto il periodo
dell'Ottocento fu importante per l'economia di Caltanissetta legata allo
sfruttamento delle miniere di zolfo. La concorrenza dell'America pose fine a
questa ricchezza e portò alla conseguente chiusura delle miniere che oggi, sono
soltanto meta di turisti.
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